PELLEGRINAGGIO CRISTIANO

Dal Direttorio su Pietà Popolare e Liturgia:

Il pellegrinaggio cristiano

281. Da quando Gesù ha compiuto in se stesso il mistero del Tempio (cf. Gv 2, 22-23) ed è passato da questo mondo al Padre (cf. Gv 13, 1), compiendo nella sua persona l’esodo definitivo, per i suoi discepoli non esiste più alcun pellegrinaggio obbligatorio: tutta la loro vita è cammino verso il santuario celeste e la Chiesa stessa sa di essere «pellegrina sulla terra».[411]

Tuttavia la Chiesa, per la consonanza esistente tra la dottrina di Cristo e i valori spirituali del pellegrinaggio, non solo ha ritenuto legittima questa forma di pietà, ma l’ha incoraggiata lungo i secoli.

282. Nei primi tre secoli il pellegrinaggio, salvo qualche eccezione, non fa parte delle espressioni cultuali del cristianesimo: la Chiesa temeva la contaminazione con pratiche religiose del giudaismo e del paganesimo, nei quali la pratica del pellegrinaggio era in auge.

Tuttavia in questi secoli si pongono le basi per una ripresa, con impronta cristiana, della pratica del pellegrinaggio: il culto dei martiri, presso le cui tombe si recavano i fedeli per venerare le spoglie mortali di questi insigni testimoni di Cristo, determinerà progressivamente e logicamente il passaggio dalla “visita devota” al “pellegrinaggio votivo”.

283. Dopo la pace costantiniana, in seguito all’identificazione dei luoghi e al ritrovamento di reliquie della Passione del Signore, il pellegrinaggio cristiano conosce una svolta: è soprattutto la visita alla Palestina che, per i suoi “luoghi santi”, diviene tutta, a cominciare da Gerusalemme, Terrasanta. Lo testimoniano i resoconti di famosi pellegrini, quali l’Itinerarium Burdigalense e l’Itinerarium Egeriae, entrambi del IV secolo.

Sui “luoghi santi” si costruiscono basiliche, quali l’Anastasis edificata sul Santo Sepolcro e ilMartyrium sul Monte Calvario, che costituiscono un forte richiamo per i pellegrini. Anche i luoghi dell’infanzia del Salvatore e della sua vita pubblica diventano meta di pellegrinaggi, che si estendono pure nei luoghi sacri dell’Antico Testamento, quale il Monte Sinai.

284. Il Medioevo è stata l’epoca aurea per i pellegrinaggi; essi, oltre alla preminente funzione religiosa, hanno svolto un’azione straordinaria in rapporto all’edificazione della cristianità occidentale, all’amalgama dei vari popoli, all’interscambio dei valori delle diverse civiltà europee.

I centri di pellegrinaggio sono numerosi. Innanzitutto, Gerusalemme, la quale, nonostante l’occupazione islamica, continua ad essere un luogo di grande attrazione spirituale, anzi è all’origine del fenomeno delle crociate, il cui motivo ispiratore fu appunto quello di permettere ai fedeli di visitare il sepolcro di Cristo. Anche le reliquie della passione del Signore, come la tunica, il volto santo, la scala santa, la sindone attirano innumerevoli fedeli e pellegrini. A Roma si recano i “romei” per venerare le memorie degli apostoli Pietro e Paolo (ad limina Apostolorum), per visitare le catacombe e le basiliche, per riconoscere il servizio del Successore di Pietro in favore della Chiesa universale (ad Petri sedem). Frequentatissimo nei secoli IX-XVI, ed anche oggi, è Santiago de Compostela, verso il quale convergono da diversi paesi “cammini” vari, costituitisi in seguito ad una visione del pellegrinaggio a sua volta religiosa, sociale, e caritativa. Tra altri si possono nominare Tours, dove è la tomba di san Martino, venerato fondatore di quella Chiesa; Canterbury, dove san Tommaso Becket consumò il suo martirio, che ebbe grande risonanza in tutta Europa; il Monte Gargano in Puglia, S. Michele della Chiusa in Piemonte, il Mont Saint-Michel in Normandia, dedicati all’arcangelo Michele; Walsingham, Rocamadour e Loreto, sedi di celebri santuari mariani.

285. Nell’epoca moderna, per il mutato clima culturale, per le vicende occasionate dal movimento protestante e per l’influsso dell’illuminismo, il pellegrinaggio subisce un declino: il “viaggio al paese lontano” diventa “pellegrinaggio spirituale”, “cammino interiore” o “processione simbolica”, consistente in un breve percorso, come nel caso della Via Crucis.

A partire dalla seconda metà dell’Ottocento si assiste ad una ripresa del pellegrinaggio, ma cambia in parte la sua fisionomia: esso ha come meta santuari che sono particolari espressioni dell’identità della fede e della cultura di una nazione; tale è il caso, ad esempio, dei santuari di Altötting, Antipolo, Aparecida, Assisi, Caacupé, Chartres, Coromoto, Czestochowa, Ernakulam-Angamaly, Fatima, Guadalupe, Kevelaer, Knock, La Vang, Loreto, Lourdes, Mariazell, Marienberg, Montevergine, Montserrat, Nagasaki, Namugongo, Padova, Pompei, San Giovanni Rotondo, Washington, Yamoussoukro, eccetera.

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